Siamo cristiani appartenenti alla famiglia delle Chiese Evangeliche-Protestanti.
La Chiesa Evangelica Valdese affonda le proprie radici nel movimento medievale riformatore dei "Poveri di Lione", fondato da un ricco mercante di nome Pietro Valdo alla fine del XII secolo. Questi nel desiderio di mettere in pratica le parole che Gesù aveva rivolto al giovane ricco: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi", vendette i propri beni e si dedicò alla predicazione del messaggio evangelico. Decise anche di far tradurre dal latino alcuni brani del Nuovo Testamento, affinché fossero accessibile a tutti. Il movimento di fraternità e povertà suscitato da Pietro Valdo, antecedente al movimento francescano e forse ispiratore di quest’ultimo, si diffuse ben presto in gran parte dell’Europa centrale, fino in Italia, dove fu conosciuto con il nome di “Poveri di Milano”.
I “poveri” o “valdesi” vennero perseguitati principalmente per il loro modo di "liberalizzare" la lettura e la predicazione della Bibbia e scomunicati come eretici dal Concilio di Verona. Riusciti a sopravvivere a ogni forma di persecuzione aderirono nel 1532 alla Riforma Protestante di Lutero e Calvino, organizzandosi in comunità alternative a quella di Roma, con predicatori locali per il culto e la celebrazione dei sacramenti.
La presenza protestante toccò in quel periodo molte città del Piemonte e d'Italia e il cattolicesimo mantenne il suo predominio assoluto grazie solo all'azione della Controriforma e all'appoggio dei principi. Momenti particolarmente tragici si ebbero nel 1655 quando il massacro conosciuto come le Pasque piemontesi sollevò l'indignata protesta dell'Europa e l'intervento dell'Inghilterra di Cromwell. Solo nel 1848 (il 17 febbraio) il re Carlo Alberto riconobbe ai valdesi la parità dei diritti civili e politici. I valdesi festeggiano ancora oggi il 17 febbraio in ricordo della concessione dei diritti civili e politici e come data d’inizio della libertà di culto.
Elementi caratteristici della vita ecclesiale della Comunità valdese sono la mancanza di immagini nelle chiese, il matrimonio dei pastori, la comunione con il pane ed il vino, il rifiuto delle reliquie. Da questi principi teorici dottrinali deriva una visione particolare della Chiesa.
La comunità cristiana è vista come incontro e comunione dei credenti più che come organizzazione strutturata gerarchicamente. A differenza delle chiese di tipo cattolico, i valdesi non raccolgono il principio della successione episcopale secondo cui la presenza di Cristo è garantita dalla successione dei vescovi; essi affermano che tra Cristo e la Chiesa (= comunità di credenti) non ci sono forme di autorità intermedia; il popolo dei credenti è chiamato a vivere la sua fede avendo la certezza che il Signore lo guida mediante il suo Spirito. Di conseguenza la chiesa non ha da dare direttive specifiche concernenti le scelte politiche, l'etica sessuale.
Come protestanti i valdesi credono che la Bibbia debba rappresentare la sola fonte da cui la Chiesa deve trarre ispirazione nella sua opera e nella sua testimonianza, credono che la salvezza e la speranza degli uomini é soltanto nell'opera di Cristo: essere cristiani significa perciò avere piena fiducia e vivere in comunione con Lui. Infine credono in una salvezza, o come dice l’apostolo Paolo, giustificazione, solo per fede: significa dire che non abbiamo merito alcuno nella nostra salvezza, ma la possiamo e dobbiamo accogliere come un dono gratuito di Dio.
Momento centrale della vita comunitaria nelle chiese valdesi è il culto domenicale con la predicazione dell'evangelo, a cui segue spesso la celebrazione della Santa Cena. La predicazione è in genere affidata ai pastori che hanno compiuto studi di teologia, ma spesso e nei gruppi di credenti della diaspora sono i predicatori laici ad assumere il compito della riflessione biblica.
Il nostro Tempio è stato inaugurato, in uno stabile acquistato dalla missione metodista episcopale americana, nel 1937 dal pastore Mariano Moreschini.
Da allora si sono succeduti alla guida spirituale della comunità i seguenti pastori:
1940-1946 Achille Deodato
1946-1958 Oreste Peyronel
1958-1972 Davide Cielo
1972-1987 Salvatore Carcò
1987-1994 Giorgio Bouchard
1994-2004 Teodora Tosatti
2004-2005 Leonardo Casorio (predicatore locale)
2005- Maria Adelaide Rinaldi