Paolo Ricca risponde (da "Riforma" del 25/11/2011)
(la lettera) Nei Vangeli, più volte Gesù assicura che chi crede in lui risusciterà i morti: in duemila anni non c’è un morto risuscitato. Ci sono stati dei personaggi illuminati, straordinari che hanno cambiato la Chiesa, che hanno compiuto azioni prodigiose, ma, a tutt’oggi, ancora ci deve essere un morto risuscitato. Eppure Gesù dice: «Se avete fede quanto un granel di senape, potrete dire a questo monte: Passa di qua a là, e passerà; e niente vi sarà impossibile» (vedi Matteo 17, 20; Giovanni 14, 12). L’interrogativo allora è: Ma non sarà che quando Gesù dice che chi crede in lui risusciterà i morti, intende per risurrezione qualcosa di diverso dalla rianimazione di un cadavere? Giovanni Verbena
(la risposta) Quando il direttore di Riforma mi ha trasmesso la lettera qui pubblicata, l’ha definita «una domanda da cento punti », accompagnandola con queste parole: «Caro Paolo, eccoti una domandina “tosta”… ». «Tosto» vuol dire «duro», «resistente», «difficile da piegare», e può anche significare «sfacciato» (a esempio nell’espressione «faccia tosta»). Una «domandina tosta» è quella alla quale, almeno a prima vista, non è facile rispondere.... (continua)